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Aperto per Lavoro: 5 modi per alleviare il trauma da fine delle ferie

Aperto per Lavoro: 5 modi per alleviare il trauma da fine delle ferie

Anche nel 2017 è arrivato il fatidico giorno che tutti abbiamo sperato di evitare: il giorno della fine delle ferie. Data la portata traumatica dell’evento ho scritto per te 5 consigli per rendere più facile il rientro.

Da che pulpito?

La fine delle ferie per me è sempre stato un momento entusiasmante. Sarà perché mi diverto al lavoro. Sarà perché mi piace passare il tempo a fare, scoprire, imparare. Sarà perché lavoro con un team di persone che mi piacciono e con una cerchia di clienti con cui condivido valori e idee sul futuro. Sarà forse che sono completamente pazza. A me ricominciare a lavorare dopo un periodo di relax piace da morire.

Data questa mia strana abilità che considero un grande regalo della provvidenza ho pensato di scrivere una lista che possa aiutarti a cambiare approccio e abitudini e fare in modo che il rientro dopo la fine delle ferie possa essere meno traumatico.

5 modi per iniziare a cambiare modo di pensare il lavoro

Ecco i 5 punti da cui partire per cambiare modo di pensare ed alleviare il trauma da fine delle ferie:

1 – Dimentica uffici e orari

In pratica avvicinati allo Smart Working. In un mondo liquido ed in evoluzione continua gli uffici e gli orari di lavoro sono diventati immense zavorre, sia per il lavoratori che per i loro datori di lavoro. Il lavoro “agile” (così si è cercato di tradurre Smart Working in italiano) è ormai una certezza nelle grandi aziende (leggi questo articolo del sole 24 ore per avere un idea più chiara sul tema), mentre fa ancora fatica ad entrare nell’ordine di idee delle piccole e medie imprese. Lo Smart working è un’idea utile ed innovativa sia per il lavoro dipendente che per l’autonomo: aiuta a recuperare la giusta dimensione di tempo, ci consente di lavorare nello spazio che preferiamo (potrebbe essere da casa, da una baita di montagna o da una spiaggia Balinese), senza obblighi che non siano legati al raggiungimento dell’obiettivo.

Lavorando da sempre per me stessa (comunicazione aziendale e organizzazione eventi), per la mia associazione culturale LAGRU, e come consulente esterna per i miei clienti, ho sempre fatto smart working e l’idea di non avere un ufficio o un orario di lavoro fisso (vi assicuro che questo non significa lavorare meno, anzi le mie giornate di lavoro durano in media 12 ore!) mi ha consentito di sentirmi libera di scegliere spazi e tempi che preferisco. Per questo non devo “tornare al lavoro”: il lavoro è sempre con me e sono io a scegliere quando Lui deve tornare da me!

2 – Supera la dicotomia lavoro ferie

Budapest | Priscilla AlessandriniL’ultima frase del precedente paragrafo ci introduce a questo secondo e fondamentale consiglio: il lavoro e le ferie non sono in contrapposizione, ma si fondono nel flusso della nostra vita. Pensare il lavoro in maniera positiva, considerarlo un’attività necessaria e produttiva, essere fieri di quello che facciamo ogni giorno è la base per poter cancellare lo stacco tra il tempo della vacanza e quello del lavoro. Vacanza e lavoro si intersecano nella mia vita continuamente, dandosi la spinta a vicenda, creando energie l’uno per l’altra.

Ad esempio: ho già organizzato un viaggio in Portogallo per la metà di ottobre. Lavorerò questo mese con l’obiettivo di arrivare a quella data con più credito possibile nel conto corrente. So che la vacanza sarà un momento di riflessione in cui potrò rivedere quanto ho fatto nell’ultimo mese con lucidità. In più potrò nutrirmi di nuovi spunti da mettere in pratica non appena sarò di nuovo in Italia.

3 – Organizza bene le ferie

Hai 120 giorni all’anno! Hai mai realizzato che nel 2018 avrai 4 mesi liberi? Su 365 giorni una media di 120 sono quelli che hai a disposizione per dedicarti a te stesso. Ecco allora un esercizio fondamentale. Focalizzati su questi 120 giorni disponibili ed organizzali fin da oggi. In questo modo avrai tutto il tempo per raggiungere la tua massima soddisfazione personale anche al di fuori dell’ambito lavorativo. Abbasso il “che facciamo oggi?” e viva il “dopodomani vado a trovare quell’amico che vive in montagna e approfitto per fare una sciata”

4 – Scegli con chi lavorare

Sembra scontato, ma è qualcosa che dobbiamo sempre tenere a mente. Perché ci prendiamo tanto cura dell’ambiente in cui viviamo fuori dal lavoro e così poco di quello in cui viviamo al lavoro? Se sei un lavoratore autonomo seleziona clienti e collaboratori, se sei un dipendente prenditi cura del tuo team come faresti con i tuoi migliori amici.

5 – Crea valore

Qualunque esso sia, fai qualcosa che valga per gli altri. Questa è stata la mia chiave di volta assoluta. Il concetto che mi ha fatto cambiare modo di vedere la vita professionale e personale. Creare valore è il mio scopo quotidiano, il segreto che mi permette di lavorare con gioia e passione, senza accusare troppo il peso delle responsabilità e degli impegni. Vuol dire produrre, essere altruisti soddisfacendo il proprio ego, vedere i risultati di un grande impegno, ma soprattutto vedere un orizzonte raggiungibile a cui tendere mentre si lavora senza sosta. Il valore è una bussola che indica sempre la giusta direzione. Se viene perseguito come vero obiettivo crea azioni virtuose e collaborazioni entusiasmanti, alleggerisce il peso delle scelte e consolida la sicurezza.

Questi sono i 5 punti da cui partire per cambiare mentalità e modalità ed alleviare il trauma da rientro dopo la fine delle ferie. In fondo potrei dirti che devi amare il tuo lavoro, ma non basterebbe.

In the end

Produci valore per gli altri e sarà come produrlo per te stesso. Ama il tuo tempo libero ed organizzalo al meglio. Crea un ambiente di lavoro che ti soddisfi. Lavora tanto, ma dove e come vuoi. Prova a smettere di credere che la vita si divida tra lavoro e vita privata/vacanze.


Proviamo a pensare che sia realmente possibile vivere facendo qualcosa che ci piace.

Buon “lavoro”,

P

 

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